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Il movimento sindicale de Europa

Il movimento sindacale europeo

dice no alla guerra !

Casella di testo: C.G.T. (Spagna)
C.N.T. (Francia)
C.U.B. (Italia)
COBAS (Italia)
C.S.C. Transcom (Belgio)
Ecole Emancipée (Francia)
E.S.K. (Paese Basco)
F.S.U. (Francia)
OR.SA. (Italia)
PAME (Grecia)
R.M.T. (Gran Bretagna)
S.A.C. (Svezia)
S.in.COBAS (Italia)
Si Puo’   (Italia)
G10-Solidaires (Francia)
SUD Aériens (Francia)
SUD ANPE (Francia)
SUD Education  (Francia)
SUD PTT   (Francia)
SUD Rail (Francia)
S.U.I. (Francia)
T.I.E. (Germania)
T.I.E. (Olanda)
U.C.S. (Italia)
UNICOBAS (Italia)

Insieme, le organizzazioni sindacali di tutta l’Europa, rifiutano la guerra.

 

L’obiettivo degli Stati Uniti è di imporre la loro egemonia politica ed economica , di instaurare un protettorato per controllare le risorse petrolifere e garantire e difendere le multinazionale.

 

Le conseguenze di una guerra contro l’Irak sono principalmente per la gente di questo paese. Il dittatore Saddam Hussein è i suoi generali troveranno un riparo.

 

Le conseguenze, per  noi e i nostri paesi non potranno che essere le seguenti :

Aumento degli investimenti a favore dei militari

Caduta della spesa sociale

Repressione sociale, specialmente contro i sindacalisti.

 

Il movimento sindicale deve sostenere e dare impulso alle lotte contro la guerra.

 

Le manifestazioni come quelle mondiali del 15 febbraio, costituiscono un punto importante, perché sono la dimostrazione della nostra forza, milioni di persone, unite in tutto il pianeta per rifiutare le scelte del governo statunitense e dei militari. 

 

Noi siamo solidali con tutti i lavoratori che faranno obiezione di coscienza, rifiutandosi di partecipare alla guerra.

 

Noi sosterremo tutte le azioni di resistenza che si svolgeranno in tutta l’Europa : blocco dei treni militari, rifiuto della disponibilità ad ospitare la flotta NATO, …

 

Il movimento sindacale ha la responsabilità di far crescere la mobilitazione contro la guerra, in particolare dentro le imprese.

 

In Italia, la rivendicazione di sciopero « contro la guerra » è oggi ripresa dalla maggioranza del movimento sindacale. La questione deve essere dibattuta con i lavoratori di tutti i nostri paesi d’Europa,  è infatti un’azione decisiva per costruire l’opposizione alla guerra.

 

Azioni di sciopero, nuove manifestazione mondiali, tutti le azioni nei quartieri, nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, possono far retrocedere il governo statunitense e i suoi alleati.

 

Parigi, 23 febbraio 2003