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ASSEMBLEA NAZIONALE COORDINAMENTI ITP
TORINO 22 GIUGNO 2003

DOCUMENTO FINALE

L'assemblea nazionale tenuta a Torino il giorno 22 giugno 2003 con la presenza di rappresentanti dei Coordinamenti ITP di Torino, Novara, Milano, Como, Belluno, Padova, Udine, Bari, Napoli e dell'Associazione Insegnanti Diplomati (AID), alla quale hanno inoltre aderito i coordinamenti di: Calabria, Sardegna, Biella, Cuneo, Pavia, Bergamo, Livorno, Emilia Romagna, Caserta, Ragusa e Catania.

Prende atto della gravità del momento e della necessità di saldare il nostro movimento con tutte le forze che si stanno opponendo alla riforma Moratti, riforma il cui effetto è quello di destrutturare la scuola pubblica, di cancellare l'istruzione tecnica, frammentare a livello regionale la formazione professionale, tornare al modello dell'istruzione precedente al 1960 poiché reintroduce l'avviamento professionale precoce.

Proclama lo stato di agitazione della categoria che dovrà esprimersi fin dall'inizio del prossimo anno scolastico in modo capillare con le iniziative che i diversi coordinamenti locali attiveranno. In particolare segnala l'opportunità di coinvolgere i collegi docenti, i consigli d'istituto e gli utenti del servizio scuola, spingendo all'adozione di delibere critiche. Segnala il rischio di anticipazione della riforma connesso con le ipotesi di sperimentazione della stessa nei diversi ordini di scuola e invita tutti i colleghi alla massima vigilanza sulle iniziative dei collegi docenti.

Individua la necessità di contrastare decisamente la politica dell'amministrazione tesa a dividere il mondo della scuola per meglio governarlo. Oggi è a rischio la scuola elementare ed è necessario esprimere la nostra piena solidarietà ai colleghi colpiti allo scopo di respingere il decreto attuativo della riforma nella scuola elementare. 

Concorda sulla necessità di proseguire le attività di collegamento tra i diversi coordinamenti locali e si propone di effettuare un nuovo incontro nazionale da tenersi entro fine settembre in sede da definire anche con le realtà locali non presenti.

Definisce la seguente piattaforma comune sulla quale avviare le iniziative di protesta del prossimo anno.