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Sono un docente precario da diversi anni, circa 19, le ultime evoluzioni della vicenda relativa alle graduatorie hanno risconvolto la mia vita, come quella di molti miei colleghi. Ho letto i commenti dei sindacati ed le risposte del Governo alle interrogazioni in merito, e così non posso più esimermi dall’esprimere alcune considerazioni.

In questi anni ne ho veramente viste “di tutti i colori”, che per brevità non descrivo, ma ritengo alcune cose troppo gravi per tacerle:

·          non si può e non si deve ridurre a lotte meramente politiche il risultato della situazione in cui versa la nostra professione od attribuire sempre la responsabilità alla parte politica avversa;

·          non è possibile pensare ad aggiustamenti in itinere (+18 –18) che vanno e vengono senza un programma complessivo.

Ora pare sicuro che si giungerà ad un disegno di legge, speriamo presto ma non troppo presto, perché il tempo ha già cancellato dalla memoria di molti anche troppi aggiustamenti (che ometto per sintesi), il +18 –18 oltre tutto non sana una situazione così complessa, anche sotto il profilo giurisprudenziale.

         Le graduatorie permanenti erano nate con 4 fasce e la previsione di una in subordine per i SISS, il dimezzamento del punteggio relativo ai servizi era un principio consolidato da quando esistono graduatorie.

         Ma veniamo al dilemma che mi rode: com’è possibile che io sia superato in graduatoria da un collega che non ha mai prestato servizio ed ha 17 anni meno di me?

Tristemente semplice: le graduatorie permanenti premiano solo il prestato servizio nella specifica disciplina e non l’anzianità di servizio (come invece avveniva nelle precedenti graduatorie provinciali ante graduatorie permanenti).

Se la mia laurea (architettura) dà accesso all’insegnamento di diverse discipline negli anni ho dovuto (per poter continuare la professione) diversificare le mie scelte di disciplina ed ora i punti in una non contano nulla nelle altre. Inoltre i concorsi che ho superato (6 tra ordinari e riservati) non produrranno mai un punteggio così alto come quello di una scuola SISS dove si consegue quasi puntualmente il massimo (36 punti). Non posso poi davvero comprendere il bonus dei 30 punti (24+6), in due anni di corso SISS si poteva maturare lo stesso punteggio per il prestato servizio che ho maturato io neolaureato all’inizio carriera, tant’è che la non cumulabilità dei punteggi ha già costituito altra materia di contenzioso; o i 24 punti o i punti dei prestati servizi, ma allora perché il bonus dei 24 punti se i corsisti hanno potuto prestare servizio, non serviva ha sanare la loro impossibilità a prestarlo?

Al riguardo dei colleghi provenienti dalle scuole private vorrei sottolineare (non penso di essere originale) che appartengono ad una tipologia di scuola che applica un sistema di reclutamento imparagonabile a quello pubblico, non mistifichiamo la meritocrazia (docente bravo) con i favori (docente amico del preside che accetta un compenso ridotto). Tali colleghi, ne conosco di molto seri e preparati, hanno però potuto insegnare la stessa disciplina per anni nella stessa scuola e sono ora ai primissimi posti nelle graduatorie. Paradossalmente, quando lo Stato gli offrirà l’immissione in ruolo, loro potranno scegliere se ricontrattare con la scuola privata la propria situazione economica od accettare la nomina pubblica. Questa situazione non produce nessuna equa concorrenza tra pubblico e privato e non vedo quale miglioramento del servizio o riduzione di spesa.

Vorrei concludere (lo so era ora) con due concetti chiave:

1)               Rivolto alle rappresentanze sindacali: “al più presto i precari in ruolo”, si certo, alcuni sono licenziati a Giugno da 20 anni, con anzianità uguale a zero e tanti altri diritti negati, ma prima rimettiamo a posto davvero le graduatorie. Se no entreranno in ruolo nello Stato gli insegnanti delle scuole private (potendo anche scegliere) oppure i sissini laureati l’altro ieri (non me ne vogliano ma è inconcepibile).

2)               Rivolto al mondo politico ed ai “disegnatori” della nuova legge: i 30 punti di bonus ai docenti SISS (equi od iniqui) hanno già creato, oltre a fazioni e ricorsi, danni pressoché irreparabili, se non ho potuto insegnare questa invece di quella disciplina nessuna legge mi renderà i 12 punti all’anno (e sono ora già 2) che non ha potuto maturare. Il ripristino delle fase 4a  (private) e 5a (SISS) sarebbe, sentenze TAR escluse, un’equità insperabile. Ma se i precari “storici” si chiamano così, non sarà che esercitano al professione docente da una vita? Non sarebbe il caso di premiare con punteggio ridotto (6 punti invece di 12 annui) l’anzianità di servizio solo per gli anni prestati su disciplina diversa, almeno il divario con i SISS verrebbe colmato in modo corretto e legittimo. Riguardo ai docenti di scuole private che dirVi, nulla credo serva a far cambiare rotta politica a questo Governo in merito, ma perché le scuole private non attingono alle graduatorie permanenti con le stesse regole delle pubbliche?

Perdonate la presunzione che il mio scritto Vi aiuti in qualche modo, sono docente per amore verso questa professione, ho vinto anche concorsi in altri settori pubblici e rifiutato l’assunzione, non vorrei proprio sparire e così molti altri come me.

Sempre disponibile se utile.

Cordialità

Giorgio Casale

Via Bassano 19 a Torino - 011/350673 – 335/8170318

Ancora qualche osservazione in merito al problema del ripristino dell’equità nelle graduatorie permanenti:

 

1)                precari “storici puri” > problematica irrilevante poiché 1a e 2 a fasce sono comparti stagni;

2)               3 a fascia

·                      abilitati concorso ordinario A

·                      abilitarti concorso riservato B

·                      abilitati SISS C

posto che le abilitazioni sono equipollenti, cioè che differenzia le diverse situazioni è:

ü                 A e B non conseguono mai, per vari motivi, 36 punti di abilitazione come C, ma generalmente intorno a 24. Anche se con il nuovo disegno di legge la forbice si ridurrebbe (valutata da 4 a 12 punti), il divario rimarrebbe;

ü                 C hanno conseguito 30 punti di servizi virtuali (24+6) che A e B posseggono solo se reali. Ma C hanno avuto pressoché le stesse possibilità di prestare servizio di A e B;

ü                 A e B, come C, possono se precari “storici spuri” (cioè hanno prestato servizio in altre classi di concorso) non veder mai riconosciuta la reale anzianità di servizio globale (e non solo quella nella specifica classe di concorso).

Qui è il nodo:

se venisse riconosciuto punteggio per l’anzianità in qualunque disciplina si genererebbe un’equità globale premiando anche A o C che avessero prestato altri servizi.

ü                 Se C conseguono nomina da due anni maturano 12 punti/anno ed A e B no, quindi col passare del tempo il divario cresce sempre più.

Torino 02.09.2003