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CUB Scuola

 

                          CUB Scuola

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Insegnanti di sostegno precari. Seconda puntata

Torino, lunedì 5 maggio

Il presidio dei colleghi insegnanti precari di sostegno corsisti della SIS dinanzi alla sede della Direzione Scolastica Regionale vede una buona presenza.

A differenza di quanto è avvenuto in occasione del presidio del 30 aprile di fronte a Palazzo Campana vi è una rilevante presenza della polizia che presidia il portone. È presente anche RAI 3 che alla sera trasmetterà un discreto servizio sulla manifestazione.

È interessante notare che i colleghi organizzano spontaneamente, per la seconda volta dopo quello del 30 aprile, un blocco stradale. Questa volta, però, la polizia interviene e patteggia un rallentamento in luogo del blocco.

Notiamo o, meglio, nota chi lo conosce il Direttore Scolastico Regionale Catalano che si allontana con sguardo corrucciato dagli uffici, come si suol dire, Il dottore è fuori stanza.

Veniamo, in ogni modo ricevuti, da un funzionario, la dottoressa Ronci e da un altro silente funzionario, il dottor Andreoli, che ci è indicato come il rappresentante del desaparecido Catalano. Sono presenti due delegati per ognuno dei cinque corsi: Alessandria, Asti, Fossano, Torino, Vercelli e rappresentati della CUB Scuola, della CGIL e della CISL.

La dottoressa ascolta le rivendicazioni e le testimonianze di diversi colleghi e risponde con una certa qual determinazione e vivacità sostenendo:

1.      che l’eroica Direzione Scolastica Regionale ha riccamente finanziato il corso gestito dalla SIS

2.       che la DSR non ha voce in capitolo sul contenuto dei programmi e sul calendario e che la tardiva chiusura dei corsi in Piemonte e le sue conseguenze sono responsabilità della SIS;

3.      che la DSR non può in alcun modo modificare deliberazioni prese a livello ministeriale per quanto riguarda l’ammissibilità con riserva dell’iscrizione nelle graduatorie.

È assolutamente evidente che la DSR che pure era perfettamente informata rispetto alla situazione dei colleghi non ha fatto nulla, non si è assunta alcuna responsabilità, gioca allo sfascio ed all’attribuzione ad altri (SIS e MIUR) del ruolo di controparti.

Facciamo notare:

1.      che la convenzione fra SIS e DSR che ha stabilito l’istituzione ed il finanziamento (non dimentichiamo, comunque, che i colleghi hanno pagato circa mille euro per frequentarlo) nasceva dalla presa d’atto che in Piemonte, a fronte di circa mille posti di insegnanti di sostegno, vi era carenza di specializzati e la pratica, vergognosa, di ricorrere al lavoro dei colleghi precari

2.      che il fatto che sia stato investito pubblico denaro dovrebbe essere un motivo in più, visto che della qualità della scuola pubblica e dei diritti dei colleghi sembra curarsi poco, per spingere la DSR a garantire la riuscita del corso

3.      che non è accettabile che le diverse articolazioni dell’amministrazione si comportino come feudi in guerra fra di loro o come aziende concorrenti sulla pelle della scuola pubblica e dei colleghi coinvolti in questa assurda vicenda

4.      che la DSR era stata informata con ampio anticipo rispetto alla situazione  e che avevamo esplicitamente chiesto, proprio per evitare il gioco dello scarica barile, un incontro congiunto con DSR e SIS. Vi è, fra l’altro, una divertente disquisizione sul fatto che i nostri fax non sarebbero pervenuti alla DSR

L’unica nota positiva, decisamente vaga, consiste nel rilevare che le graduatorie possono essere sistemate entro il 10 luglio e che, quindi, c’è un margine di tempo per risolvere la questione se MIUR e SIS si attiveranno.

Chiediamo, alla fine della riunione, che la DSR prenda una posizione chiara e pubblica su questa vicenda sia nei riguardi del MIUR che rispetto alla SIS. La signora Ronci risponde che chiederà a Catalano e il dottor Andreoli continua a tacere.

A questo punto, i colleghi, non troppo lieti per i risultati della contrattazione, si recano alla SIS per parlare con il direttore, il dottor Arzarello. La polizia si schiera dinanzi a Palazzo Campana e impedisce l’ingresso ai colleghi che fanno rilevare che sono studenti della SIS e che precludere loro l’ingresso è arbitrario e che la SIS quando ha dovuto spremere loro denaro e tempo non li ha mai esclusi dall’accesso ai suoi locali.

Anche Arzarello, opportunamente scomparso e raggiunto telefonicamente, afferma di non sapere nulla, di non aver ricevuto alcuna comunicazione ecc.

Evidentemente è la settimana della crisi del funzionamento dei fax.

Comunque, il dottor Arzarello, dopo aver prospettato una non troppo chiara inclusione in coda alla graduatoria per i colleghi e affermato che colpevole è il MIUR si concede per un incontro con cinque rappresentanti dei colleghi per il giorno 6 maggio. Evidentemente non ama le situazioni di affollamento.

Torino, mercoledì 7 maggio

 

Effettivamente Luigi Catalano ha spedito, il 6 maggio, una lettera al MIUR e, miracolo!, alle sedi SIS perché i colleghi ne venissero informati. In buona sostanza, chiede al MIUR di consentire ai docenti in via di specializzazione l’iscrizione con riserva alla graduatoria. Evidentemente la pressione ha funzionato. Lo stesso Catalano, in un’intervista a “La Stampa” ribadisce pubblicamente il suo impegno a favore dei corsisti. È qualcosa anche se va rilevato che questo impegno avrebbe dovuto esserci prima.

Sempre il 6 maggio, alle 14,30 il dottor Arzarello riceve i rappresentanti dei corsisti.

Sostiene che:

1.      è impossibile, dal punto di vista giuridico chiudere i corsi e fare gli esami entro il 17 maggio;

2.      è possibile, se la segreteria amministrativa della SIS darà parere favorevole, chiudere il tutto entro fine giugno in modo da permettere, se il MIUR concederà l’iscrizione con riserva, di risolvere il caso;

3.      problemi simili si darebbero per le altre SIS il che renderebbe la situazione piemontese meno drammatica anche se non siamo certo fautori del mal comune mezzo….

Come considerazione a margine, sia la dottoressa Ronci che una funzionaria della SIS pongono l’accento sul fatto che CGIL-CISL-UIL e SNALS non hanno seguito con cura e tempestività la vicenda a livello ministeriale. La concordanza della loro valutazione non ne garantisce l’attendibilità ma induce a pensare che vi sia stata una qualche, diciamo così, disattenzione.

È impressionante notare che la DSR afferma che la SIS Piemonte è stata particolarmente inefficiente mentre la SIS Piemonte afferma di essersi regolata come tutte le altre SIS. Un bel caso di trasparenza.

Alcune, sommarie, conclusioni

Come prevedevamo, i diversi attori che recitano in questa sceneggiata si tengono al copione previsto: io non c’ero e se c’ero dormivo e se qualcuno è responsabile di qualcosa quello non sono io.

I colleghi si stanno impegnando nella mobilitazione con molto impegno e si deve evitare in ogni modo che questo sforzo sia vanificato.

I tempi, infatti, sono stretti. Va, di conseguenza, sviluppato meglio un lavoro di informazione e coordinamento fra i corsi e fra i singoli colleghi e mantenuta la pressione sulle diverse controparti.

Dobbiamo impedire che gli impegni presi dalla DSR siano la classica emissione di aria fritta e porre la SIS di fronte alle sue, evidenti, responsabilità.