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CUB Scuola

  Corso Regio Parco 31 bis, 10152 Torino

   Telefax 011282929 e mail cubscuola.torino@tin.it

Sulle elezioni delle RSU

La CUB Scuola, mentre è impegnata nelle mobilitazioni contro la guerra, in quelle per la difesa della scuola pubblica dalle manovre del governo ed in quelle più specificamente sindacali sul contratto, la difesa dell’organico ecc., deve preparare con un serio sforzo di elaborazione e di organizzazione le prossime elezioni per la RSU nella Scuola.

In occasione delle precedenti elezioni la CUB Scuola presentò le sue liste in diverse province raggiungendo un risultato tutt’altro che disprezzabile, 225 eletti.

In questi anni è cresciuta la CUB ed è cresciuta la CUB Scuola. Gli iscritti al sindacato sono aumentati e siamo presenti in diverse nuove province, non è un risultato sufficiente a garantire il salto che desideriamo, non è nostro costume vendere fumo, ma non va nemmeno sottovalutato. Verificheremo se il lavoro fatto in questi tre anni si tradurrà anche in un’adeguato aumento della nostra presenza in termini di delegati di scuola. Si tratta, quindi, di preparare il nostro intervento nelle prossime elezioni, di indirizzare gli sforzi, di darci obiettivi realistici ed ambiziosi.

 

Chi si è avvicinato alla CUB Scuola in questi anni lo ha fatto nella consapevolezza delle difficoltà che il sindacalismo indipendente e di base si trova ad affrontare e nella condivisione di posizioni chiare e nette.

Rispetto al 2000, inoltre, abbiamo risorse maggiori sia grazie alla nostra crescita autonoma che al sostegno che abbiamo avuto dalla confederazione.

Riteniamo, quindi, che:

·         vada fatta una valutazione serena dei risultati raggiunti, tenendo conto delle risorse investite, sia nelle aree di tradizionale insediamento che in quelle dove si sono costituiti nuovi collettivi della CUB Scuola;

·         tutte le federazioni provinciali debbano definire un piano di intervento per la prossima scadenza elettorale;

·         vada garantito un coordinamento degli sforzi per sostenere l’intervento provinciale e regionale e per allargare la rete dei contatti;

·         vada pensata una campagna di presentazione delle proposte della nostra organizzazione utilizzando le disponibilità che abbiamo in termini di distacchi oltre che di lavoro volontario.

Riteniamo opportuno ricordare alcuni cambiamenti dello scenario sindacale che avranno inevitabili ricadute nella campagna per le elezioni delle RSU.

Con l’ascesa al potere dell’attuale governo, la CGIL come confederazione e la CGIL Scuola in particolare, sono state costrette ad assumere un atteggiamento più “combattivo” e ad avere un rapporto conflittuale nei confronti di CISL e UIL. Basta, a questo proposito, pensare allo sciopero di ottobre che ha visto la CGIL scioperare il 18 mentre la CISL lo ha fatto il 14 per avere chiaro come siamo in una situazione, per molti versi, nuova.

D’altro canto, è assolutamente chiaro che l’azione pratica della CGIL non è, per l’essenziale, mutata. L’accordo del febbraio 2002, che disegnava lo scenario contrattuale, è stato definito unitariamente da CGIL-CISL-UIL, non è in alcun modo mutata la politica di questo sindacato sul tema delle libertà sindacali, la piattaforma contrattuale vede uniti CGIL-CISL-UIL e SNALS. 

Se guardiamo ad altre categorie, basta ricordare che nel settore del commercio, la piattaforma di CGIL-CISL-UIL prevede l’impossibilità da parte dei sindacati di base di presentare liste alle elezioni delle RSU. In pratica il corporativismo democratico ed il monopolio dei diritti sindacali sono pienamente operanti.

Per quanto riguarda l’elezione dei delegati, d’altro canto, queste variazioni dello scenario hanno un peso relativo. Per fare un esempio che è bene tenere presente, nel corso delle precedenti elezioni, la CGIL è risultata, per eletti, il primo sindacato nonostante fosse la principale responsabile del concorso indecente.

Non va, insomma, confusa l’elezione dei delegati con un’elezione politica generale, quello che conta, nel caso che ci interessa, è il radicamento sui posti di lavoro e la capacità di presentare liste oltre che, ovviamente, poi, di sostenere i delegati nel difficile ma interessante compito che devono svolgere.

Su quali contenuti deve caratterizzarsi la nostra azione?

Naturalmente la campagna per l’elezione delle RSU deve porre al centro la nostra piattaforma sindacale per quanto riguarda il comparto scuola ma, nello stesso tempo, è essensiale riaffermare cosa caratterizza la Confederazione Unitaria di Base rispetto ad altre organizzazioni sindacali:

·         l’indipendenza dalla stato, dai padroni e dai partiti;

·         la dimensione confederale.

 

Queste due caratteristiche sono state alla base della nostra scelta, sono ormai passati oltre dieci anni, di aderire alla CUB e non ad altre organizzazioni che pure erano, e sono, di una qualche consistenza nel comparto scuola.

Queste due caratteristiche restano oggi un patrimonio irrinunciabile, per noi, del sindacalismo indipendente e di base.

La stessa crescita quantitativa e qualitativa della CUB, il fatto che sia l’unico sindacato capace di iniziativa forte ed incisiva, dimostra come l’indipendenza non sia importante solo dal punto di vista dei principi generali ma sia la condizione pratica di uno sviluppo non subalterno alla politica sindacale di altri e, nello specifico, della CGIL.

Di conseguenza, la CUB non è un tram da prendere quando serve e dal quale scendere se si trova qualche alternativa più comoda.

Per quanto riguarda le elezioni delle RSU, da queste precise considerazioni discendono delle conseguenze altrettanto precise.

Alle prossime elezioni delle RSU verranno presentate liste della CUB Scuola come è normale che sia.

Sappiamo benissimo che non è facile, per usare un eufemismo, fare sindacato senza la pienezza dei diritti e con risorse limitate. Lo sapevamo quando abbiamo fatto questa scelta e l’abbiamo fatta comunque.

D’altro canto, se avessimo voluto una scelta facile senza curarci dei principi, delle piattaforme, dei diritti dei lavoratori, delle libertà sindacali, non ci sarebbe mancata la possibilità di farla.

Ci sono in categoria cinque sindacati “rappresentativi” e non ci risulta che rifiutino l’adesione a nessuno. Basterebbe accettare la concertazione, la statalizzazione del movimento dei lavoratori, la subalternità al quadro politico istituzionale ed il gioco sarebbe fatto.

Certamente può attrarre l’idea di presentare liste di sindacati alternativi diversi dalla CUB al fine di tentare l’ottenimento della rappresentatività. Su questa questione, come abbiamo ricordato, tre anni addietro abbiamo avuto una discussone complicata e abbiamo pagato dei prezzi.

Ci limitiamo a ricordare che:

·         non è possibile presentare liste “unitarie” per la stessa normativa che regola le elezioni a meno di costituire un nuovo soggetto sindacale, ipotesi che oggi non è nemmeno ipotizzabile;

·         presentare liste di un altro sindacato comporterebbe la dissoluzione di fatto del nostro. Noi, non siamo, infatti, un sindacato di qualifica simile a quelli che fanno operazioni del genere in cambio di qualche distacco.

D’altro canto, se si volesse nobilitare una proposta simile con la pretesa di una sua utilità ai fini dell’unità del sindacalismo alternativo ci limitiamo a ricordare che:

·         Riteniamo, e lo abbiamo dimostrato nei fatti, che si debba operare nella direzione dell’unità operativa e, in tendenza, organizzativa del sindacalismo di base e sosteniamo, quindi, ogni sforzo che va in questa direzione.

·         D’altro canto, l’unità si può fare solo consensualmente e trovando un accordo sulle questioni che determinano l’attuale presenza di diversi sindacati alternativi e su base confederale.

·         Se, in particolare, l’unità con i Cobas non si è raggiunta non è l’effetto di un destino cinico e baro ma dei legami che questo sindacato mantiene sia con settori del sindacato di stato che con partiti politici oltre alla tendenza a porsi come sindacato-partito.

·         Ogni modo di operare che non tenga conto di questi fatti porta solo ad una transumanza da un’organizzazione all’altra.

·         Riteniamo che la prossima Assemblea Nazionale della CUB debba proporre agli altri sindacati alternativi un percorso unitario realistico e, in questo senso ci impegniamo a lavorare.

Per quanto riguarda la CUB Scuola

·         Non pensiamo sia accettabile che un percorso definito con chiarezza e a prezzo di serie difficoltà, in una situazione difficile a causa di una grave crisi interna che aveva visto la fuoriuscita di diversi colleghi che ritennero opportuno confluire nei Cobas Scuola, tre anni addietro possa essere messo in discussione sulla base di valutazioni strumentali.

·         Il solo fatto di prospettare la confluenza della CUB Scuola nelle liste di altri sindacati comporterebbe una dispersione di forze in un falso dibattito che servirebbe solo a chi ha un, legittimo dal suo punto di vista, interesse ad indebolire la CUB.

·         Ognuno di noi, ovviamente è libero di dedicare il proprio impegno alla CUB Scuola o ad altro ma chiediamo la massima chiarezza nel merito delle scelte.

·         In ogni caso, noi non accetteremo una falsa discussione fra l’unica prospettiva possibile e cioè la nostra azione indipendente e la dissoluzione della CUB Scuola, di un patrimonio di lavoro e di elaborazione, di un progetto confederale importante.

·         Va evitato, inoltre, ogni comportamento che possa, anche solo per inavvertenza, indurre chiunque a pensare che noi vogliamo liquidare il nostro sindacato.