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CIDI
CENTRO
DI INIZIATIVA DEMOCRATICA DEGLI INSEGNANTI
Roma, 11 novembre 2003
Alla cortese attenzione
del responsabile nazionale
Cub Scuola,
I responsabili di alcune importanti
associazioni di insegnanti e di riviste scolastiche on-line hanno promosso un
appello per la valorizzazione
degli istituti tecnici e professionali che verrà
consegnato al Presidente della Repubblica, ai presidenti del Senato e della
Camera, ai rappresentanti dei partiti politici.
Le sottopongo il testo dell’appello
affinché possa valutare la possibilità di sottoscriverlo e offrire un
contributo nella raccolta di adesioni, utilizzando il modulo allegato, di docenti, personale ata, dirigenti
scolastici, studenti e genitori, nonché di cittadini.
Tenendo presente l’importanza di
contribuire a non ricacciare gli Istituti Tecnici e Professionali in un canale
minore e di sostenere invece il rilancio del processo d’innovazione nella
direzione dell’elevamento della formazione culturale per tutti e
dell’integrazione dei sistemi, confido in una sua adesione all’iniziativa.
Ringraziando per l’attenzione le
porgo fraterni saluti,
Domenico
Chiesa
(Presidente nazionale
del Cidi)
L’adesione
all’appello può essere comunicata al Cidi attraverso il seguente indirizzo di
posta elettronica: mail@cidi.it
Centro
di Iniziativa Democratica degli Insegnanti
Piazza
Sonnino 13 00153 Roma
Tel. 065809374 mail@cidi.it
APPELLO PER LA VALORIZZAZIONE
DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI
Una
ricchezza e un ruolo storico da non disperdere
Dagli anni sessanta gli Istituti Tecnici e
Professionali hanno rappresentato il
settore dell’istruzione secondaria superiore che, nel nostro paese, ha reso
possibile la crescita della scolarizzazione e ha aiutato lo sviluppo economico
e sociale.
Sono risultati gli indirizzi che con maggiore sensibilità
hanno interpretato e risposto al bisogno d’innovazione garantendo la formazione
culturale per la piena cittadinanza e i fondamentali elementi di
pre-professionalità per i due terzi della popolazione scolastica.
Gli stage, l’area di progetto, la terza area integrata (negli ultimi anni degli istituti
professionali) e le altre innovazioni organizzative e curricolari costruite con
l’impegno e la competenza professionale di chi in essi opera rappresentano una
ricchezza da valorizzare.
È necessario che il processo d’innovazione non venga
interrotto e soprattutto che non si risolva nel ricacciare gli Istituti Tecnici
e Professionali in un canale minore (quadriennale, regionalizzato, dosato sul
profilo dell’avviamento al lavoro).
La scelta
antistorica del doppio canale
Il problema di rapportare la formazione alla cittadinanza e al lavoro ha avuto nel
mondo e nella storia differenziate
forme di soluzione.
Il modello ottocentesco del sistema duale non può più
rappresentare la soluzione da prospettare per una società della conoscenza e
risulta ormai inadeguato anche in quei paesi in cui è attuato.
Il doppio canale è una scelta ideologica e antistorica
legata ad un modello di sviluppo economico e sociale arretrato.
Riprodurrebbe, aldilà delle intenzioni e dei proclami, due
sistemi inevitabilmente rigidi e gerarchizzati: il primo astratto e teorico
nella logica del vecchio liceo e il secondo sostanzialmente rivolto
all’avviamento al lavoro.
L’evoluzione
che il nostro sistema scolastico ha intrapreso
negli ultimi decenni nella direzione dell’elevamento della formazione culturale
per tutti e dell’integrazione dei sistemi, deve rappresentare la base su cui costruire il necessario processo
d’innovazione.
La
cultura è sempre più una risorsa indispensabile per il singolo e per la
società.
È dunque fondamentale garantire a tutti un’esperienza
conoscitiva compiuta per costruire e consolidare le basi e le competenze
culturali che, in quanto persistenti, consentano a tutti l’apprendimento lungo il corso della vita.
La separazione dei
percorsi a tredici anni è la risposta sbagliata sia per mettere le basi delle
professioni e sia per fare sì che le
condizioni socio-culturali di partenza risultino sempre meno determinanti per
il raggiungimento dei più alti livelli di istruzione.
Per questo siamo
contrari alla “devoluzione” del sistema scolastico ed alla separazione netta
tra licei da una parte e trasferimento alla formazione dei tecnici e
professionali
Chiediamo che venga
rilanciato e sostenuto nei fatti quel processo di innovazione in grado di
coniugare l’autonomia delle scuole con l’unitarietà del sistema nazionale che
guarda l’Europa e che sia coerente con la Costituzione Italiana ( art. 33 comma
2 ) e con l’equivalenza formativa dei diversi percorsi.
Solo investendo nella
qualità dell’istruzione, che comprende l’articolazione dei percorsi e non la
loro separazione, è possibile garantire a tutti, anche ai ragazzi in
difficoltà, quegli obiettivi di formazione culturale necessari per essere
cittadini.
Omer Bonezzi presidente
Proteo Fare Sapere
Manuela Cerreti responsabile
fuoriregistro.
Diana Cesarin segretaria
nazionale MCE
Domenico Chiesa presidente
nazionale CIDI
Dario Cillo direttore www.edscuola.it
Vittorio Cogliati Dezza
presidente lega ambiente-scuola e
formazione
Gigliola Corduas presidente
nazionale FNISM
Mariangela Prioreschi presidente
nazionale AIMC
APPELLO
PER
LA VALORIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI
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Cognome e
Nome (in
stampatello) |
Qualifica |
Scuola |
Firma |
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Da spedire
a: CIDI - Piazza Sonnino 13 - 00153 Roma