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Il personale docente e non docente dell’Istituto “ Kandisky ” di Milano esprime un giudizio negativo sulla riforma Mora

MOZIONE SULLA RIFORMA MORATTI

 

approvata dal Collegio dei Docenti dell’ Ist. Prof. di Stato “ Kandinsky ”   Milano

il  13 giugno 2003                        

 

Al ministro dell’Istruzione,Università,Ricerca – Roma

Al Dirigente del CSA di Milano

Al Dirigente Scolastico dell’ IPS. Kandinsky di Milano

Alle OO. SS di categoria

 

 

          Il personale docente e non docente dell’Istituto “ Kandinsky ” di Milano esprime un giudizio negativo sulla riforma Moratti, rilevando gli effetti che la stessa sta producendo sulla qualità della scuola pubblica. Si sottolinea, in particolare, il concetto di razionalizzazione del personale docente e non docente , basato esclusivamente sul risparmio economico della categoria e della qualità del servizio.

      Si sottolinea, quindi:

a)     la scomparsa del ruolo dello Stato nella scuola pubblica, che sempre più risulta organizzata su  “ leggi” aziendali e di privatizzazione 

       b)  lo spostamento dell’attenzione didattico-pedagogica su quella meramente  burocratica

       c)   la esautorizzazione sempre più forte degli Organi collegiali a favore di quelli dirigenziali

d)     la mancanza di uno stato sociale che rivaluti economicamente la categoria 

e)     l’introduzione di imprese private, in sostituzione del personale di collaborazione scolastica

      che spesso si pone tra docenti e studenti con funzione formativa 

f)        la contrazione delle cattedre e, quindi, del personale in servizio, già  insufficiente a soddisfare la qualità della scuola ed i bisogni degli studenti, non escluso il personale ATA

g)     la riduzione delle attività di sostegno e la mancata immissione in ruolo di personale  specializzato

h)      l’introduzione, nella scuola elementare, dell’insegnante-tutor, figura ben poco definita, che introduce tra i docenti una gerarchia lontana da pratiche pedagogiche e didattiche condivise

 

           I tagli praticati dalla riforma Moratti non solo lasciano senza cattedra 310 insegnanti delle scuole superiori milanesi , ma attuano una modifica sostanziale delle cattedre.  Non a caso il decreto viene definito sfasciacattedre, con la la ricaduta che esso porta sugli studenti.

 

Conseguenze delle 18 ore frontali:

 

·        impossibilità di coprire le supplenze brevi

·        impossibilità, da parte dei docenti, di garantire la continuità didattica ( la cattedra Italiano e Storia, p.es., o Matematica e Fisica diventerà solo o Italiano oppure Storia, solo o Matematica oppure Fisica: come recuperare i percorsi storico-letterari o logico-matematici?)

·        inevitabili trasferimenti indesiderati per compattare la nuova tipologia delle ‘cattedre spezzate’ che verranno a formarsi ( senza alcun rispetto delle competenze garantite dal titolo di studio, né della continuità didattica)

·        trasformazione degli insegnanti in burocrati del sapere e delle attività aziendali loro richieste

·        possibilità, per gli studenti, di cambiare insegnante ogni anno

·        impossibilità di attuazione di progetti che, sempre meno controllati dalla Dirigenza scolastica, passeranno (stanno già passando!) ad Agenzie private che ignorano le problematiche degli studenti all’interno dell’Istituto e del loro percorso evolutivo.

·           

 

Vorranno e potranno i docenti collaborare in tali progetti, certi che il loro sapere e le loro competenze sono sempre meno richieste, a vantaggio delle competenze “ aziendali “ e burocratiche che hanno il sopravvento su tutto ?

 

 

 

Milano,13 giugno ’03                                         Firme di adesione