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Il nuovo orario di lingua inglese alle scuole medie previsto dalla Riforma Moratti

Lettera aperta del Gruppo Insegnanti Precari di Torino

"Più inglese per tutti" é il motto con il quale la Moratti e il governo informano l'italiano medio, attraverso spot televisivi, che é solo grazie a loro che si studierà di più l'inglese, mentre in realtà lo si mortifica, relegandolo ad un ruolo ancor più marginale! 
E ancora .....I titoli dei giornali fanno credere che la Riforma, da poco varata, darà importanza primaria all'insegnamento della Lingua Inglese a scapito di altre materie: in realtà le ore d'inglese diminuiranno di quasi la metà, e due ore settimanali alle medie, non basteranno più a svolgere il programma che prevede l' acquisizione delle quattro abilità di base: é sul loro sviluppo e potenziamento che si lavora proponendo ai discenti esercizi graduati e differenziati. Il docente motiva e sollecita gli allievi all'apprendimento della lingua straniera con l'ausilio di supporti multimediali come video, film, canzoni, testi di lettura, testi di rappresentazioni teatrali. 
Per fare tutto ciò ci vuole TEMPO: oggi con tre ore alla settimana fare tutto ciò é difficile, domani con due sarà impossibile!
Si sente un gran parlare e dire che la scuola della Riforma mette l'alunno al centro dell'attenzione, ma in quale modo? Tagliando il tempo per svolgere le attività utili all'apprendimento di una lingua straniera? 
Si fa iniziare l'inglese obbligatoriamente dalla prima classe delle elementari e si pensa che gli allievi giungano alla scuola media con una conoscenza sufficiente da ridurre il suo studio a due ore sole. Ma come si può credere una cosa simile? Da molti anni l'inglese é già insegnato alle scuole elementari dalla prima classe ma con una metodologia diversa, adeguata all'età degli allievi. L'approccio avviene mediante ripetizione di brevi filastrocche, canzoncine e giochi, dando prevalenza a due delle quattro abilità, l'ascolto e la produzione orale. Per meglio dire, si tratterebbe di una riproduzione
orale perchè il bambino riproduce i suoni che sente, proprio come fa quando impara la lingua madre.
I colleghi di lingua delle elementari non si soffermano sulla grammatica e sulla sua applicazione alle funzioni linguistiche principali in quanto tengono conto delle caratteristiche cognitive dei loro alunni. Nella scuola media il discorso si amplia, i materiali proposti sono diversi come diverse sono le esigenze degli allievi, non più bambini ma adolescenti!
Alcuni di noi hanno sperimentato quanto sia bello ed importante per loro comunicare, scrivere lettere ad un corrispondente inglese o americano e mettersi in contatto con un'altra cultura, imparare qualcosa di un paese diverso e lontano dal nostro. Per loro é un modo gioioso e utile di imparare a scrivere e a comprendere, ma per svolgere queste attività ci vuole tempo. Oggigiorno infatti insegnare una lingua straniera significa prima di tutto insegnare a comunicare. Non si segue più il vecchio e obsoleto metodo traduttivo-grammaticale, con il quale, spiegata la regola si poteva dire agli studenti " a casa svolgete gli esercizi da pag. x a pag. y". Ora sapere una lingua straniera significa saperla usare e per poterla usare bisogna avere più tempo a disposizione in classe per parlare in lingua con l'insegnante e con i compagni.
Spesso in Italia l'unica e più valida possibilità che gli studenti hanno di imparare una lingua straniera è rappresentata dalla scuola pubblica in quanto a differenza di molti stati stranieri (ad es. Europa del Nord) in Italia i film in TV sono doppiati e non sottotitolati, pochi cinema offrono programmazioni in lingua straniera, non esistono attualmente programmi finalizzati
all'apprendimento dell'inglese indirizzati alla fascia di età della scuola media. Inoltre nel resto d'Europa lo spazio dedicato allo studio della lingua straniera nella scuola dell'obbligo è più ampio. Citando dal sito web Education and Training - Lingue in Europa: "Nella fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni il numero complessivo di ore dedicate all'apprendimento di una lingua varia da 6 ore settimanali in Portogallo a 1-3 in Belgio (Vallonia), Grecia, Irlanda e Italia". Siamo quindi all'ultimo posto quando si parla continuamente di uniformarsi all'Europa.
Negli ultimi anni nella scuola pubblica si é dato ampio spazio alle Certificazioni Esterne seguendo precise direttive emanate dal Ministero dell'Istruzione a seguito del Protocollo d'Intesa firmato in data 20/01/2000 con diversi Enti Certificatori Stranieri (ad es. University of Cambridge, Trinity College of London). Adesso che si svolgono tre ore settimanali di inglese per preparare i nostri allievi a sostenere tali esami sono comunque spesso necessarie
ulteriori ore di approfondimento per dare un maggiore spazio alla comunicazione orale. Infatti, dato l'alto numero di allievi per classe - quasi sempre intorno a 25 - il tempo che si riesce a dedicare alle abilità orali è sempre estremamente scarso e quindi insufficiente. Come sarà possibile domani con sole due ore settimanali riuscire a far raggiungere ai nostri allievi dei livelli di competenza linguistica tali da poter continuare a sostenere questi esami nella scuola pubblica senza doversi iscrivere a corsi a pagamento presso scuole private? Inevitabilmente l'Italia continuerà ad occupare gli ultimi posti in Europa per ciò che concerne la conoscenza delle lingue straniere! (proprio adesso che la situazione stava finalmente iniziando a cambiare in positivo).
Ritenevamo che con la Riforma la lingua straniera diventasse più importante, che gli allievi giungessero alle superiori avendo sviluppato le quattro abilità. Ci rendiamo tristemente conto che non sarà così, che tutto quello che ci hanno detto non corrisponde alla realtà. 
Crediamo sia necessario riflettere sul fatto che imparare una lingua straniera richieda impegno: due ore alla settimana non bastano ai nostri ragazzi! Con la Riforma verrà obbligatoriamente introdotta una seconda lingua comunitaria e finirà che non impareranno bene né l'una né l'altra ed aumenterà il livello di confusione nelle loro teste. A molti piace l'idea di apprendere due lingue straniere ma non è possibile farlo riducendo le ore curricolari. Speriamo di essere riusciti a comunicare le nostre perplessità e la nostra reale preoccupazione, che non é solo quella di perdere il posto di lavoro o di
non averlo mai, in quanto molti di noi sono precari da una vita, ma di non essere più in grado di assicurare un buon insegnamento della nostra disciplina.
Noi pensiamo ai nostri allievi, alle loro esigenze e al loro diritto di apprendere, nel migliore dei modi, la lingua inglese per potersi adeguare agli standard europei.


Distinti saluti dai docenti d'inglese 
Laura Marchese, Paola Gugliermetti, Marco Celeghin, Annamaria Settembrini
e da tutti i docenti d' inglese del GPT Torino

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