|
|
|
|
|
Promemoria |
La nota di ieri dell’Ufficio Risorse Umane dell’Ufficio
Scolastico Regionale va valutata con grande attenzione e freddezza.
Basta leggerla per rendersi conto che, delle due, l’una:
1.
l’USR
riconosce di avere sbagliato gravemente nella gestione di una questione di
straordinaria delicatezza;
2.
i
Dirigenti Scolastici o, almeno gran parte dei Dirigenti Scolastici, hanno applicato
scriteriatamente le indicazioni dell’USR;
è nostro convincimento che siano
vere entrambe le cose e che l’improvviso cambiamento d’atteggiamento da parte
dell’USR sia il frutto della nostra mobilitazione. Sarebbe, quindi, un errore
sottovalutare il fatto che, se sapremo condurre a termine la vertenza con
determinazione ed intelligenza, riusciremo, come minimo, a salvare alcune
centinaia di posti di lavoro.
Sempre a questo proposito va rilevato il fatto che:
1.
diversi
dirigenti scolastici, evidentemente desiderosi di conquistarsi il posto di
primo della classe, hanno fatto immotivate convocazioni a raffica dei Collegi
Docenti per sfiancare i colleghi. Il caso del DS dell’ITIS Peano che ha
convocato il quarto collegio docenti per domani pomeriggio è, a nostra
conoscenza, solo il più scandaloso. Il responsabile dell’Ufficio Risorse Umane,
dottor Bordonaro, nell’incontro di lunedì ci ha assicurato che non vi è stata
alcuna direttiva dell’amministrazione che imponesse o suggerisse a costoro di
regolarsi come si sono regolati. Ne consegue che dovremo, in sede di
contrattazione d’istituto che a livello generale, spiegare a questi signori che
la dirigenza garantisce reddito e prestigio ma implica anche qualche assunzione
di responsabilità e che chiederemo all’Ufficio di spedire una nota di
chiarimento nel merito ai DS. Fra l’altro, va posto il problema delle ore di
servizio imposte senza ragione;
2.
abbiamo
chiesto all’Ufficio Risorse Umane che la contrattazione fosse condotta in maniera
unitaria. L’URU ha risposto che la scelta di trattare su tavoli separati
ricade su CGIL, CISL, UIL e SNALS. I sindacati in questione si sono
caratterizzati per un fragoroso silenzio sulla questione. Continuiamo a
ritenere che la pratica di trattare lontani dal controllo dei diretti
interessati sia sbagliata. Se vi sono colleghi iscritti a questi sindacati
potrebbero farlo presente, come dire?, dall’interno ma tutti i colleghi hanno
il diritto di chiedere trattative trasparenti.
Che fare ora?
Non vi sarebbe nulla di più
sbagliato che smobilitare a fronte di una promessa di parziale soluzione delle
questioni che solleviamo e questo per almeno tre motivi:
1.
dobbiamo,
in ogni caso, tenere sotto pressione l’amministrazione sino a quando il quadro
cattedre non sarà chiaro. Come diceva qualcuno, più esperto di noi nella
materia, a pensar male si fa peccato ma sin troppo spesso si ha ragione;
2.
l’ottenimento
di un discreto numero di cattedre di fatto sarebbe, indubbiamente, una vittoria
per il movimento soprattutto se si considera la condizione di vita e di lavoro
dei colleghi precari direttamente interessati ma non risolverebbe la questione
alla radice. Se la normativa sfasciacattedre non viene rispedita al mittente,
l’anno prossimo rischiamo la stessa situazione se non di peggio;
3. il fronte si sta allargando.
3.1
Abbiamo
aperto un importante rapporto con i colleghi della scuola elementare che hanno
partecipato in misura discreta al presidio di lunedì. La loro mobilitazione
contro l’eliminazione del tempo pieno e l’introduzione del maestro prevalente è
la nostra mobilitazione. La difesa della scuola pubblica e
l’opposizione alla Riforma Moratti Bertagna si sviluppano, certo, a partire da
questioni concrete e particolari ma ci è estranea ogni logica particolaristica.
Stiamo facendo decine di assemblee nelle scuole elementari con insegnanti e
genitori ed è un’occasione straordinaria per informare le persone sulla nostra
mobilitazione;
3.2
Molti
dei colleghi coinvolti nel blocco sono Insegnanti Tecnico Pratici posti a rischio
di annichilimento dall’attacco, previsto dalla riforma, alla didattica dei
laboratori. Abbiamo aperto un confronto con il Coordinamento ITP e importanti
iniziative sono in cantiere.
3.3
I
precari di sostegno della scuola hanno, poche settimane addietro dato vita a
ben due blocchi stradali e ad importanti manifestazioni contro le inverosimili
vessazioni che subiscono. Non dobbiamo in alcun modo dimenticare che l’attacco
al sostegno, anch’esso previsto dalla finanziaria, è irricevibile;
3.4
Il
personale ATA ha scioperato in misura consistente il 24 marzo ed è seriamente e
giustamente preoccupato dal taglio degli organici.
4.
In sintesi.
Dobbiamo mantenere la mobilitazione per la prossima
settimana con le occupazioni delle
scuole in cantiere e con quant’altro potremo fare.
Dobbiamo consolidare la rete di rapporti che si è
sviluppata nelle scorse settimane.
Dobbiamo pensare a come affrontare la situazione nel
prossimo anno scolastico.